COOPERAZIONE E RETE: LA CHIAVE PER AFFRONTARE LA CRISI E RIEMERGERE PIÙ FORTI

Cooperazione e Rete: la chiave per affrontare la crisi e riemergere più forti. L’attuale panorama economico globale è caratterizzato da sfide inedite e crisi imprevedibili. Le difficoltà che le imprese affrontano ogni giorno sono ormai una realtà consolidata: molte aziende si trovano a fronteggiare problemi di liquidità, interruzioni delle catene di approvvigionamento e una domanda che stenta a riprendersi. In un contesto così incerto e instabile, le strategie individuali non bastano più per garantire il successo. Sempre più frequentemente, la risposta più efficace risiede nella cooperazione tra imprese e nella costruzione di reti solide e collaborative. Oggi più che mai, infatti, la forza sta nell’unirsi per superare le difficoltà e costruire un futuro sostenibile. La crisi economica che stiamo vivendo non è una questione isolata o limitata a pochi settori, bensì riguarda tanto le grandi aziende quanto le PMI. Queste ultime, cuore pulsante dell’economia italiana, sono particolarmente vulnerabili: scarsità di risorse, incertezza dei mercati e difficoltà nell’accesso al credito stanno mettendo a dura prova la loro capacità competitiva. Senza risorse sufficienti e con margini di manovra limitati, per molte di queste realtà affrontare da sole l’attuale situazione diventa quasi impossibile. D’altra parte, anche le grandi imprese non sono immuni da queste difficoltà. Esse devono ristrutturare modelli di business sempre più complessi e globalizzati, rispondendo contemporaneamente a esigenze sempre più pressanti legate alla digitalizzazione, alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica. Anche per loro, le sfide sono enormi e la pressione per restare competitive si fa sempre più alta. In questo scenario così complesso, la capacità di instaurare relazioni economiche strette con altre realtà, aziende, istituzioni e stakeholder diventa cruciale per affrontare e superare le difficoltà. Nei momenti di crisi, infatti, la cooperazione tra imprese è essenziale. Non si tratta più solo di lavorare individualmente per raggiungere singoli obiettivi, ma di creare sinergie che permettano di condividere risorse, competenze e conoscenze, costruendo soluzioni innovative comuni. Un esempio concreto di questa dinamica è la collaborazione tra imprese complementari: un’azienda specializzata in logistica potrebbe allearsi con una che produce o distribuisce beni, ottimizzando le catene di approvvigionamento, riducendo i costi e aumentando la competitività sul mercato. Le reti di supporto tra piccole e medie imprese possono rafforzare significativamente la loro posizione sul mercato, migliorando la resilienza di ciascun attore coinvolto e mitigando l’impatto delle crisi economiche future. Questa cooperazione può concretizzarsi tramite consorzi, associazioni di categoria, cluster territoriali o partenariati strategici, che consentono alle imprese di scambiare informazioni, risorse, competenze e opportunità di business. Una rete solida si fonda soprattutto sulla comunicazione aperta e sul dialogo costante tra tutti gli attori coinvolti: imprese, istituzioni, investitori, università e associazioni. Proprio questo scambio continuo di informazioni permette di individuare rapidamente soluzioni comuni e sostenibili, affrontare insieme le criticità e cogliere opportunità condivise. Anche le tecnologie digitali possono supportare efficacemente queste relazioni, semplificando le collaborazioni e consentendo di ampliare la propria portata in modo agile e accessibile. Costruire una rete di collaborazione è molto più che una risposta contingente alla crisi: rappresenta una visione strategica che permette alle imprese di diventare più forti, innovative e sostenibili, trasformando ogni difficoltà in una concreta opportunità di crescita.

AI: L’ALCHIMISTA DEI DATI

AI: L’Alchimista dei Dati Nei secoli passati, gli alchimisti cercavano di trasformare il piombo in oro, svelando i segreti della materia attraverso la conoscenza e la sperimentazione. Oggi, una nuova forma di alchimia sta prendendo piede nelle imprese: l’intelligenza artificiale. Ma invece di trasmutare metalli, l’AI trasforma dati grezzi in valore, rivelando connessioni, ottimizzazioni e strategie prima invisibili. Dal Piombo all’Oro: La Trasmutazione DigitaleNel mondo delle imprese, ogni prodotto, servizio o processo è caratterizzato da dati concreti: peso, dimensioni, costi, performance tecniche. Sono informazioni tangibili, misurabili, ma spesso prive di un significato più ampio se non opportunamente elaborate. Questo è il piombo della nostra epoca: un patrimonio di informazioni che esiste, ma che resta inerte, incapace di generare valore senza una chiave di lettura.Ed è qui che entra in gioco l’AI, l’alchimista moderno capace di individuare schemi, correlazioni e intuizioni che sfuggono all’occhio umano. Attraverso la capacità di elaborare enormi quantità di dati, l’intelligenza artificiale estrae il valore nascosto, trasformando il piombo in oro: dall’ottimizzazione delle risorse produttive alla personalizzazione dell’offerta, dall’analisi predittiva alla sostenibilità di lungo termine. Il Linguaggio Segreto dell’AICome un alchimista che decifra antichi manoscritti alla ricerca della formula perfetta, l’AI analizza e traduce i dati in informazioni strategiche. Immaginiamo un processo produttivo in cui ogni macchina genera continuamente dati sulle sue prestazioni. Da soli, questi numeri non significano molto. Ma attraverso l’AI, questi dati diventano rivelazioni: si possono prevenire guasti, ridurre sprechi, massimizzare l’efficienza.Lo stesso vale per il valore di un prodotto. Oggi, un prodotto non è solo la sua materia prima e il suo costo di produzione. Il suo valore si estende all’intero ciclo di vita: come può essere riutilizzato, riciclato o trasformato in una nuova risorsa? L’AI può aiutare a tracciare questi percorsi, fornendo intuizioni che prima erano impensabili e rendendo le imprese più sostenibili e resilienti. L’AI al Servizio dell’InnovazioneL’epoca che stiamo vivendo è complessa e piena di sfide. Le imprese, grandi e piccole, si trovano a dover navigare un contesto di mercato in continua evoluzione, con margini sempre più ridotti e una competizione sempre più serrata. In questo scenario, l’AI non è un sostituto dell’ingegno umano, ma un alleato. È lo strumento che permette agli imprenditori di vedere oltre, di reinventarsi, di individuare opportunità dove altri vedono solo ostacoli.L’innovazione non è solo una questione di tecnologia, ma di visione. E chi oggi riesce a sfruttare l’AI come un vero alchimista dei dati sarà in grado di trasformare il proprio business, rendendolo più competitivo, più efficiente e più pronto per il futuro.Questa è la nuova alchimia: non più la ricerca di una pietra filosofale, ma la capacità di estrarre valore dai dati per costruire il domani.

Sostegno per l’autoproduzione di energia da FER

Sostegno per l’autoproduzione di energia da FER Finalità del BandoIl bando mira a incentivare le PMI italiane a realizzare investimenti per l’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, migliorando l’efficienza energetica e contribuendo agli obiettivi climatici del PNRR. Soggetti Ammissibili Possono presentare domanda le PMI operanti sul territorio italiano che soddisfano i seguenti requisiti:• Iscritte e attive nel Registro delle Imprese.• Non in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali.• Non destinatarie di ordini di recupero per aiuti di Stato illegali.• In regola con gli obblighi contributivi.• Contabilità ordinaria con almeno un bilancio depositato o dichiarazione dei redditi presentata.Esclusioni:• Imprese che operano nel settore carbonifero, della pesca, dell’acquacoltura e della produzione primaria agricola.• Imprese con attività prevalente in settori altamente inquinanti o che producono energia da combustibili fossili. Interventi Ammissibili I progetti devono riguardare l’installazione di impianti per l’autoproduzione di energia rinnovabile per autoconsumo immediato o differito, e possono includere:• Impianti fotovoltaici e mini eolici.• Sistemi di accumulo (almeno il 75% dell’energia deve provenire dall’impianto rinnovabile collegato).• Tecnologie digitali connesse alla gestione dell’energia prodotta. Requisiti Progetti • Devono essere nuovi investimenti avviati dopo la presentazione della domanda.• Importo minimo delle spese: 30.000 euro.• Importo massimo delle spese: 1.000.000 euro.• Devono essere realizzati su edifici esistenti destinati all’attività produttiva.• Energia prodotta destinata esclusivamente all’autoconsumo (eccedenze possono essere accumulate o immesse in rete).• Durata massima del progetto: 18 mesi dalla concessione del contributo.• Diagnosi energetica ex-ante obbligatoria.   Spese Ammissibili Sono finanziabili le seguenti spese:• Acquisto e installazione di impianti fotovoltaici e mini eolici.• Acquisto e installazione di sistemi di accumulo.• Acquisto di apparecchiature digitali funzionali alla gestione e monitoraggio dell’energia autoprodotta.• Costi per diagnosi energetica e spese tecniche. AgevolazioneLe risorse totali disponibili ammontano a 320 milioni di euro.Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo in conto impianti nella misura massima:• Del 30% per le medie imprese e del 40 per cento per le piccole imprese, delle spese ammissibili per l’acquisto e l’istallazione di impianti fotovoltaici e mini eolici e per l’acquisto e l’istallazione di sistemi di accumulo.• Del 30% delle spese ammissibili per l’acquisto di apparecchiature digitali funzionali alla gestione e monitoraggio dell’energia autoprodotta.• Per le sole spese ammissibili per la diagnosi energetica le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo nella misura massima del 50% delle spese ammissibili. Apertura e ScadenzaLe domande potranno essere presentate dalle 12:00 del 04/04/2025 alle 12 del 05/05/2025.

Sostegno alla Riqualificazione delle Strutture Ricettive

Sostegno alla Riqualificazione delle Strutture Ricettive   Finalità L’obiettivo del bando è quello di potenziare, rinnovare e diversificare il patrimonio turistico ricettivo del territorio. Gli interventi potranno prevedere progetti di riqualificazione di strutture ricettive preesistenti, o di riconversione di immobili in strutture turistico-ricettive, che assicurino precisi requisiti di qualità. Beneficiari Possono presentare istanza le imprese che, alla data di presentazione della domanda, risultino regolarmente costituite, iscritte ed attive nel Registro delle Imprese presso la CCIAA, site nel territorio delle Marche, e che alla data di presentazione della domanda, non abbiano già concluso l’intervento di riqualificazione. IN CASO DI PROGETTI DI RIQUALIFICAZIONE DI STRUTTURA RICETTIVA ALBERGHIERA O EXTRA-ALBERGHIERA GIA ESISTENTE, l’impresa dovrà: 1. Avere una sede legale o unità locale attiva nel territorio delle Marche, presso la quale è esercitata l’attività ricettiva oggetto di intervento;2. Avere acquisito il codice CIN (codice identificativo nazionale);3. Avere eseguito regolare dichiarazione dei flussi turistici nella piattaforma regionale ISTRICE – ROSS 1000 negli ultimi tre anni (2022/2023/2024), (salvo eventuali periodi di chiusura regolarmente comunicati al SUAP territorialmente competente);4. Essere proprietario o gestire la struttura ricettiva oggetto dell’intervento;5. Dichiarare di mantenere l’operatività della struttura ricettiva per almeno 5 anni. IN CASO DI PROGETTI DI CREAZIONE DI UNA NUOVA STRUTTURA RICETTIVA, l’impresa dovrà:1. Attivare una struttura ricettiva alberghiera o extra-alberghiera, entro e non oltre la data della domanda di saldo. Dotazione Finanziaria La dotazione finanziaria complessiva del bando è pari a euro 14.717.012,45.Nel rispetto dell’applicazione del Regolamento De Minimis, l’agevolazione viene concessa ed erogata per un’intensità d’aiuto pari al 50% delle spese complessive ammissibili, fatta salva la soglia di contributo massimo concedibile pari a € 300.000,00 e la soglia di investimento che non dovrà essere inferiore a € 80.000,00 di spese ammissibili. Gli aiuti “de minimis” concessi dal bando sono cumulabili con aiuti di Stato concessi per gli stessi costi ammissibili, o con aiuti di Stato relativi alla stessa misura di finanziamento del rischio. Interventi Ammissibili I progetti dovranno garantire, alla conclusione dell’intervento, il raggiungimento di tipologie ricettive che abbiano requisiti minimi di qualità, come di seguito indicato: Alberghi a 5 stelle; Alberghi a 4 stelle; Alberghi a 3 stelle “d’eccellenza”; Country house “d’eccellenza”; Residenze turistico alberghiere a 4 stelle; Residenze turistico alberghiere a 3 stelle “d’eccellenza”; Residenze d’epoca extra-alberghiere “d’eccellenza”; Alberghi diffusi “d’eccellenza”. I progetti ammessi devono essere conclusi entro 18 mesi dalla data del decreto di concessione del contributo.  Spese Ammissibili Sono considerate ammissibili le attività avviate e non ancora concluse e le spese sostenute dal beneficiario dalla data del 01/01/2024.Sono considerate ammissibili: Lavori ed opere edili, compresi gli impianti (esclusi gli interventi di manutenzione ordinaria) – intensità del contributo pari al 50% sul totale della spesa:      1. Interventi di manutenzione straordinaria;     2. Interventi di restauro;     3. Interventi di ristrutturazione edilizia;     4. Interventi di eliminazione delle barriere architettoniche;     5. Interventi di incremento dell’efficienza energetica, compresi gli impianti fotovoltaici;     6. Spese per la realizzazione di tettoie e/o pergolati. Beni strumentali e attrezzature, compresa la dotazione informatica – intensità del contributo pari al 40% sul totale della spesa; Arredi, il cui coefficiente di ammortamento non deve superare il 12% annuo – intensità del contributo pari al 30% sul totale della spesa; Acquisto di beni immobili, inclusi fabbricati – intensità del contributo pari al 20% sul totale della spesa; Spese per consulenze esterne – intensità del contributo pari al 10% sul totale della spesa.   Modalità di ValutazioneA graduatoria Modalità di PresentazioneI soggetti richiedenti devono presentare la domanda di partecipazione al bando dalle ore 09:00 del 27/01/2025 fino alle ore 13:00 del 28/04/2025. 

Utilità come motore di Innovazione

UTILITÀ COME MOTORE DI INNOVAZIONE Innovazione“Innovazione” è una delle parole più inflazionate del 21° secolo. Sotto le sue varie sfaccettature, questo termine, anche nella forma anglicana, è entrato a far parte del linguaggio comune imprenditoriale, tanto da essere utilizzato in molteplici contesti per definire qualcosa che riguarda l’introduzione di novità.Dal latino in novàre, ovvero alterare l’ordine delle cose stabilite per fare cose nuove.Risalendo al significato originario del termine, capiamo come, per mettere in atto un processo di innovazione, sia necessario partire da qualcosa di esistente, alterarlo o trasformarlo per dare vita a qualcosa di unico nel suo genere. Ideazione, Invenzione e InnovazioneSpesso si confondono i significati e si tende a generalizzare l’ideazione, l’invenzione e l’innovazione, comprendendoli tutti sotto un unico cappello, esprimibile in modo differente a seconda del gusto dell’oratore o dell’autore. In realtà, i concetti sono molto differenti fra loro tanto in senso semantico quanto in senso attuativo/applicativo.La difficoltà nella comprensione delle diversità ha dato vita, negli anni, a grandi contraddizioni e problemi, come ben sanno tutti coloro che hanno deciso di aderire al credito di imposta per Ricerca e Sviluppo (che ha trovato un, forse, corretto inquadramento soltanto dopo un decennio). – IDEAZIONE: L’attività psichica che ordina i singoli atti del pensiero e che può sfociare nella volontà di realizzare un progetto.– INVENZIONE: Ideazione, trasformata poi in realtà concreta, di un progetto, di un oggetto o di un elemento risolutivo nuovo e originale nell’ambito di una funzione determinata.– INNOVAZIONE: Introduzione di criteri e sistemi nuovi o significativamente migliorati, rispetto ad un ordine pre-esistente, utili, funzionali e applicabili in un determinato contesto. Spirito EsplorativoSenza entrare troppo nel merito delle definizioni, occorre sottolineare che avere chiara la differenza tra ideazione, invenzione e innovazione rende le imprese più pronte alla ricerca di nuove soluzioni e originalità, a prescindere dal fatto che queste siano novità per un intero settore o solo per la propria organizzazione.Possiamo dire che il processo di ideazione sia lo step iniziale che non può essere saltato (e fisiologicamente non sarà mai saltato), onde evitare di approcciare in modo frettoloso e poco lungimirante. Successivamente la strada si biforca in due direzioni: INVENZIONE O INNOVAZIONE. Nella maggior parte dei casi, le imprese si orientano verso l’innovazione poiché molteplici idee sono già state messe in pratica, realizzate e/o brevettate; pertanto, ci si dirige verso quella strada che porta ad un riadattamento creativo di qualcosa di esistente, magari per trarne un vantaggio per la propria impresa.Questo atto di riadattamento può essere sviluppato attraverso due approcci: le proprie necessità o quelle del cliente oppure seguendo la propria volontà/aspirazione. Entrambi gli approcci, che potremmo definire mezzi di esplorazione, si può giungere all’identificazione dell’innovazione e alla sua realizzazione. Ciò che è importante in questa delicata fase è il mettere bene a fuoco l’obiettivo, che spesso consiste in: Aumento della qualità Incremento dell’efficienza (produttiva e/o energetica) Miglioramento del servizio/prodotto/processo Se una innovazione non sfocia in qualcosa di utile e applicabile è inutile innovare. CriticitàUno dei problemi principali delle imprese è quello di saper individuare gli aspetti di originalità introdotti nel corso degli anni e il loro impatto in termini tecnico-economici, e anche umani, all’interno dei processi. Quanta fatica facciamo ogni volta che dobbiamo farci descrivere quali sono state le innovazioni apportate negli ultimi anni, in particolar modo ai processi produttivo-logisitici, e quali miglioramenti hanno apportato all’impresa. Spesso ciò che viene definito innovazione sono semplici migliorie, mentre ciò che ha davvero rappresentato un punto di svolta per l’organizzazione viene visto come uno step dovuto o sottovalutato. Attribuire il giusto peso alle attività svolte, e dimensionare il valore delle innovazioni introdotte, siano esse inquadrabili come servizi/processi/prodotti, dà il là a tutta una serie di azioni che generano ulteriore valore per l’impresa, quali, ad esempio: Possibilità di accesso facilitato al credito o alle agevolazioni Comunicazione efficiente e di impatto per gli stakeholders Identificazione dei punti di forza e debolezza dell’impresa Monitoraggio e analisi dello stato di avanzamento dei progetti Testare e ReinventarsiCiò che frena le imprese, spesso, è il trovare il tempo per testare le idee, rivedere ciò che non va, rimettersi in gioco e ricominciare. Gli ostacoli sono dovuti allo stato economico, ma forse anche geo-politico, attuale, che incute timore e frena la voglia di innovare, dando priorità alla frenesia della produzione e delle urgenze giornaliere, sempre più variegate.Si potrebbe dire che, in un clima così altalenante, le imprese sono più propense all’innovazione di quanto ne siano consapevoli, poiché adattano costantemente e giornalmente processi e procedure per rispondere in modo originale, pronto e applicabile alle sempre più stravaganti richieste dei clienti.Occorre però dare spazio all’osservazione e alla rendicontazione di quanto è stato fatto, affinché ciò che di nuovo è stato introdotto, anche solo per obbligo o per necessità di sopravvivenza, si trasformi in valore aggiunto da evidenziare, comunicare e imprimere in quello che noi chiamiamo “vademecum dei valori da non dimenticare mai”. Cosa FareNon importa la definizione che viene data dell’attività, se c’è Ricerca e se i risultati sono originali, le imprese ne acquisiscono un vantaggio culturale, scientifico, competitivo che da slancio all’intero gruppo, alle persone che vi lavorano, all’immagine e al valore dell’impresa.Quando ci si accinge ad affrontare il futuro con uno spirito creativo e innovativo, si aprono molteplici strade e si manifestano numerose opportunità in termini di acquisizione di nuovi clienti, ampliamento del mercato e ottenimento di fondi, agevolazioni o credito. Non è mai il mercato che detta le regole: è il nostro spirito creativo a definire come spiccheremo al suo interno e a stabilire la nostra evoluzione o involuzione economica. Non aspettare che il mercato ti dica cosa fare: crea il tuo percorso di innovazione! Con Ingenio al tuo fianco, puoi trasformare idee in risultati concreti grazie alla nostra esperienza in consulenza strategica e innovazione. Scrivici a info@ingeniolc.eu e inizia oggi a fare la differenza!

Sostegno alla transizione ecologica e digitale moda

Sostegno alla Transizione Ecologica e DigitaleSettore Tessile, Moda e Accessori Obiettivo Promuovere investimenti che favoriscano la transizione ecologica e digitale nel settore tessile, moda e accessori. Beneficiari Micro, piccole e medie imprese (PMI) del settore tessile moda accessori, operanti sul territorio nazionale, identificate da specifici codici ATECO (Allegato 1 decreto interministeriale dell’8 agosto 2024) Agevolazione Contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, con un massimo di 60.000 euro per impresa, nell’ambito di aiuti de minimis.  Spese Ammissibili a) Attività di formazione del personale dipendente dell’impresa;b) Implementazione di una o più tecnologie abilitanti finalizzate a favorire lo sviluppo dei processi aziendali o i prodotti innovativi: • Cloud computing• Big data e analytics• Intelligenza artificiale• Blockchain• Robotica avanzata e collaborativa• Manifattura additiva e stampa 3D• Internet of Things• Realtà aumentata• Soluzioni di manifattura avanzata• Piattaforme digitali per la condivisione di competenze• Sistemi di tracciabilità digitale della filiera produttiva c) Supporto per ottenimento di certificazioni di sostenibilità ambientale:• Certificazioni di prodotto: OEKO-TEX® Standard 100, Global Organic Textile Standard (GOTS), Better Cotton Initiative (BCI), Global Recycle Standard (GRS), PEF, ISO 14024, EU-Ecolabel, ReMade in Italy, ISO/TS 14067 (Carbon footprint), ISO 14046 (Water footprint).• Certificazioni di processo: ISO 14001, Bluesign®, Zero Discharge of Hazardous Chemicals (ZDHC), WRAP, OEKO-TEX® STeP, Leather Working Group (LWG).  d) Servizi di analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment – LCA)   L’elencazione delle certificazioni presenti nel decreto interministeriale dell’8 agosto 2024, all’art. 5 (Iniziative e spese ammissibili) – paragrafo 2 – punto c) – ha valenza a esclusivo titolo esemplificativo e non esaustivo. Sono ritenute ammissibili esclusivamente le spese relative alle prestazioni oggetto di contratti sottoscritti successivamente alla data di presentazione della domanda di ammissione alle agevolazioni. Presentazione Domande Le domande possono essere presentate a partire dall’11 dicembre 2024 e fino al 31 dicembre 2025 e verranno valutate a graduatoria.    

SPRINT 5.0

SPRINT 5.0 Introduzione alla Transizione 5.0La Transizione 5.0 rappresenta un passo significativo per le imprese italiane, puntando a rivoluzionare i processi produttivi attraverso la digitalizzazione e l’efficienza energetica. Con uno stanziamento complessivo di 6,3 miliardi di euro, questa iniziativa sostiene progetti innovativi che mirano a ridurre sensibilmente i consumi energetici, promuovendo una produzione più sostenibile e competitiva a livello internazionale. I progetti devono essere avviati entro il 31 dicembre 2025 e possono usufruire di crediti d’imposta variabili, basati sul risparmio energetico ottenuto e sul tipo di beni strumentali coinvolti nell’investimento. Percentuali di Agevolazione L’ammontare del credito d’imposta varia in relazione alla quota d’investimento e alla riduzione dei consumi. Beni StrumentaliPer accedere alle agevolazioni della Transizione 5.0, gli investimenti devono riguardare beni strumentali nuovi e tecnologicamente avanzati, elencati negli allegati A e B della legge n. 232/2016. Si tratta di macchinari e attrezzature destinati alla trasformazione digitale dei processi produttivi (beni Industria 4.0) e di beni immateriali come software, piattaforme e applicazioni digitali. Focus sui Processi Produttivi e sul Risparmio EnergeticoLa misurazione del risparmio energetico è un elemento centrale per attestare i benefici della Transizione 5.0. Un monitoraggio accurato consente di quantificare in modo corretto la riduzione dei consumi. Per gestire efficacemente questo processo, è fondamentale individuare tutte le variabili operative che influenzano il consumo energetico, come i cicli di lavoro delle macchine, le condizioni d’uso, i regimi operativi e il tipo di materie prime utilizzate. Definire i giusti indicatori di prestazione (KPI) energetici è altrettanto cruciale: il consumo specifico per unità di prodotto, l’efficienza delle macchine, i tempi di inattività e la velocità di produzione sono parametri che serviranno a verificare l’effettivo miglioramento dopo l’intervento. Nel caso di nuove imprese o nuovi processi, l’analisi controfattuale assume un ruolo particolare. Non potendo disporre di dati storici sui consumi energetici precedenti, il confronto viene effettuato con altri beni presenti sul mercato che svolgono le stesse operazioni delle macchine che si intendono acquistare. Questo approccio permette di giustificare l’investimento in nuove macchine efficienti, dimostrando il risparmio energetico rispetto alle soluzioni standard disponibili. È importante anche contestualizzare ogni macchinario nel processo produttivo specifico in cui opera, considerando come viene configurato e utilizzato. Questa valutazione consente di stimare con precisione l’impatto energetico e i potenziali risparmi, offrendo una visione completa dei benefici apportati dall’investimento. Benefici per l’ImpresaLe aziende che intraprendono questo percorso possono ottenere numerosi vantaggi. L’ottimizzazione dei processi e il monitoraggio continuo portano a una maggiore efficienza operativa, riducendo gli sprechi energetici e i costi operativi. La digitalizzazione consente un aumento della produttività, permettendo una gestione più agile e reattiva delle risorse produttive e migliorando le performance complessive. Inoltre, adottare tecnologie sostenibili rafforza l’immagine aziendale presso clienti e investitori, in un mercato sempre più attento alla sostenibilità ambientale. Come possiamo Aiutarti? Il nostro studio professionale è al tuo fianco per offrirti un supporto completo e massimizzare i benefici della Transizione 5.0. Certicazioni Ex Ante ed Ex Post Forniamo certificazioni ex ante ed ex post, analizzando dettagliatamente il tuo progetto per assicurarci che rispetti tutti i criteri di ammissibilità e che generi risparmi energetici sufficienti per accedere al credito d’imposta. Perizia Tecnica Asseverata Siamo esperti qualificati nella redazione della perizia tecnica asseverata e collaboriamo con professionisti per ottenere la certificazione contabile necessaria alla rendicontazione dei risparmi energetici. Gestione Pratiche GSE Ci occupiamo della gestione delle pratiche con il GSE, seguendo tutte le procedure tramite il portale, dalla prenotazione del credito fino alla comunicazione finale, garantendoti una gestione efficiente e senza intoppi. Fai uno SPRINT 5.0 verso l’innovazione e la sostenibilità con il nostro supporto, cogliendo al massimo le opportunità offerte dalla Transizione 5.0 per accelerare il successo della tua impresa.

Capitale Umano

Borsa Ricerca 2025 Borsa Lavoro 2025 Borsa Ricerca 2025 Il bando mira a supportare i giovani laureati disoccupati, permettendo loro di acquisire competenze scientifiche e tecnologiche rilevanti per lo sviluppo di progetti innovativi. Le borse di ricerca facilitano il trasferimento tecnologico e promuovono la crescita e l’innovazione nei settori produttivi delle Marche, con particolare attenzione ai borghi e aree interne.   Requisiti Destinatari Essere residenti nella Regione Marche; Avere un’età compresa tra i 18 e 35 anni; Essere in possesso della laurea; Essere nella condizione di “Disoccupazione”, ai sensi del D.lgs. 150/2015 s.m.i; Essere stato “profilato qualitativamente”, ed aver sottoscritto un Patto di Servizio/per il lavoro ai sensi del D.lgs. 150/2015 s.m.i.e D.L. 4/2019 s.m.i. con uno dei Centri per l’Impiego della Regione Marche. (La condizione di disoccupazione deve permanere per tutta la durata della Borsa in caso di assegnazione); Non aver presentato domanda di ammortizzatore sociale quale Naspi o Dis-coll, e/o non esserne percettore. (Tale condizione deve permanere anche per tutta la durata della Borsa); Non aver svolto nei 24 mesi antecedenti la data di presentazione della domanda n. 1 o più interventi di Borsa lavoro – Borsa ricerca- tirocinio extracurriculare DGR 1474/2017 finanziati con risorse della programmazione POR Marche FSE 2014/2020. Requisiti Soggetti OspitantiI soggetti che possono ospitare sono datori di lavoro privati, i professionisti, le imprese o assocazioni senza fini di lucro iscritte nei pubblici registri. Devono possedere i seguenti requisiti: 1. Avere sede operativa ubicata nel territorio della Regione Marche; 2. Essere in regola con l’applicazione del CCNL sottoscritto dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative ove previsto e non aver subito provvedimenti da parte delle autorità competenti in materia di lavoro negli ultimi 12 mesi antecedenti la presentazione della domanda; 3. Essere regolarmente Iscritti nei pubblici registri stabiliti per ogni categoria dalla legge; 4. Essere in regola con il versamento degli obblighi contributivi e assicurativi; 5. Essere in regola con la normativa in materia di sicurezza del lavoro;6. Essere in regola con le norme che disciplinano le assunzioni obbligatorie;7. Non aver effettuato licenziamenti per la stessa qualifica negli ultimi 12 mesi precedenti l’attivazione della Borsa, salvo che per giusta causa; 8. Rispettare i limiti numerici previsti dall’Avviso; 9. Nominare e indicare un tutor aziendale; 10. Essere esclusa/o dalle seguenti tipologie di “datore di Lavoro”: enti pubblici, società partecipata a prevalente capitale pubblico, attività stagionale, soggetto datoriale che applica esclusivamente contratti di lavoro classificati come domestici, a domicilio e stagionali, soggetto datoriale privo di sede operativa; 11. Garantire al borsista, in caso di ammissione a finanziamento della domanda di Borsa, l’assicurazione INAIL;12. Non aver instaurato con il borsista rapporti di lavoro di natura subordinata e parasubordinata, ed anche con contratto in somministrazione, negli ultimi quattro anni antecedenti la presentazione della domanda di Borsa; 13. Tra il candidato borsista e il soggetto ospitante non devono essere stati instaurati rapporti di borsa lavoro – ricerca e/o tirocinio extracurriculare ai sensi della DGR 1474/2017 nei quattro anni antecedenti la presentazione della domanda; 14. Tra il candidato borsista e il soggetto ospitante non devono intercorrere relazioni di familiarità; 15. Non aver ospitato negli ultimi 24 mesi (alla data presentazione domanda) n. 1 o più interventi di Borsa lavoro – Borsa ricerca finanziati con risorse della programmazione europea POR Marche FSE 2014/2020 senza aver dato seguito all’assunzione di tutti i borsisti ospitati. Durata La Borsa ricerca avrà durata di 12 mesi, con un orario settimanale di presenza del Borsista presso il Soggetto Ospitante che non potrà essere inferiore a 28 ore, né superiore a 32 ore settimanali. L’indennità è pari a complessivi € 12.000,00 per 12 mensilità al lordo delle eventuali imposte e/o trattenute. La liquidazione dell’indennità avverrà con cadenza bimestrale a fronte del riscontro della presenza effettiva del 75% di presenze calcolata in riferimento a ogni singolo mese. L’INPS per conto della Regione Marche provvede all’erogazione ai destinatari dell’indennità di borsa ricerca. Presentazione Domanda I FINESTRA 2025:  dal 01/03/2025 al 30/04/2025 II FINESTRA 2025:  dal 01/09/2025 al 31/10/2025 Borsa Lavoro 2025 Intervento a sostegno di esperienza formativa volta all’attuazione di un progetto di Borsa presso un’impresa, studio o associazione. Requisiti Destinatari Essere residenti nella Regione Marche; Avere un’età compresa tra i 18 e 65 anni; Aver assolto e/o essere prosciolto dall’obbligo formativo L.144/99 s.m.i.; Essere nella condizione di “Disoccupazione”, essere stato “profilato qualitativamente”, ed aver sottoscritto un Patto di Servizio/per il lavoro ai sensi del D.lgs. 150/2015 s.m.i. o D.L. 4/2019 s.m.i. con uno dei Centri per l’Impiego della Regione Marche (la condizione di disoccupazione deve permanere per tutta la durata della Borsa in caso di assegnazione); Non aver presentato domanda di ammortizzatore sociale quale Naspi o Dis-coll, e/o non esserne percettore, tale condizione deve permanere anche per tutta la durata della borsa; Non aver svolto negli ultimi 24 mesi dalla data di presentazione della domanda n. 1 o più interventi di borsa lavoro, borsa ricerca- tirocinio extracurriculare. La domanda di Borsa deve essere presentata dal disoccupato solo se si è in possesso dell’indice di “profilazione qualitativa” e aver sottoscritto /rinnovato il Patto con il Centro per l’impiego (art. 4 p. 4 – art. 6 dell’Avviso Pubblico) e dopo aver individuato e concordato con il Soggetto ospitante il progetto di lavoro. Requisiti Soggetti OspitantiDatori di lavoro privati – professionisti – le imprese o associazioni e organizzazioni senza fine di lucro iscritte nei pubblici registri stabiliti per ogni categoria dalla legge di riferimento che devono avere: Avere sede operativa ubicata nel territorio della Regione Marche; Essere in regola con l’applicazione del CCNL sottoscritto dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative; Essere regolarmente Iscritti nei pubblici registri stabiliti per ogni categoria dalla legge; Essere in regola con il versamento degli obblighi contributivi e assicurativi; Essere in regola con la normativa in materia di sicurezza del lavoro; Essere in regola con le norme che disciplinano le assunzioni obbligatorie; Non aver effettuato licenziamenti per la stessa qualifica negli ultimi 12 mesi precedenti l’attivazione della Borsa; Rispettare i limiti numerici previsti dall’Avviso; Nominare e indicare un tutor aziendale.  Durata La Borsa lavoro avrà durata di 8 mesi, con un

Ricerca & Sviluppo – Patent Box

Ricerca & Sviluppo | Patent Box Cos’è Patent Box è un regime opzionale che consente di maggiorare, ai fini delle Imposte sui redditi e dell’Imposta regionale sulle attività produttive, le spese sostenute dall’impresa in relazione a software protetto da copyright, brevetti industriali, disegni e modelli, che siano utilizzati dagli stessi soggetti direttamente o indirettamente nello svolgimento della propria attività di impresa. Come funziona Possono esercitare l’opzione i soggetti titolari di reddito d’impresa che siano titolari del diritto allo sfruttamento economico dei beni immateriali, ad eccezione delle imprese che determinano il reddito imponibile su base catastale o in modo forfettario. Sono altresì escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità̀ aziendale, altra procedura concorsuale prevista dal regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, dal codice di cui al decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14, o da altre leggi speciali o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni. L’opzione è esercitabile a condizione che siano svolte attività di ricerca e sviluppo, anche mediante contratti di ricerca stipulati con società diverse da quelle che direttamente o indirettamente controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa ovvero con università o enti di ricerca e organismi equiparati, finalizzate alla creazione e allo sviluppo dei beni. L’opzione è comunicata nella dichiarazione dei redditi relativa al primo periodo d’imposta per il quale si intende optare per la stessa, è valida per cinque periodi di imposta, è irrevocabile e rinnovabile. Agevolazioni La nuova disciplina consente di maggiorare, ai fini delle Imposte sui redditi e dell’Imposta regionale sulle attività produttive, del 110% le spese sostenute nello svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo finalizzate al mantenimento, al potenziamento, alla tutela e all’accrescimento del valore dei software protetti da copyright, dei brevetti industriali e dei disegni e modelli giuridicamente tutelati. Sono rilevanti ai fini dell’agevolazione le attività: classificabili come ricerca industriale e sviluppo sperimentale ai sensi dell’articolo 2 del decreto Mise 26 maggio 2020; classificabili come innovazione tecnologica ai sensi dell’articolo 3 del decreto Mise 26 maggio 2020; classificabili come design e ideazione estetica ai sensi dell’articolo 4 del decreto Mise 26 maggio 2020; di tutela legale dei diritti sui beni immateriali. Spese Ammissibili Ai fini della base di calcolo cui applicare la maggiorazione del 110%, rilevano, purché non sostenute con società che, direttamente o indirettamente, controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa, le seguenti spese: spese per il personale titolare di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegato nello svolgimento delle attività rilevanti; quote di ammortamento, quota capitale dei canoni di locazione finanziaria, canoni di locazione operativa e altre spese relative ai beni mobili strumentali e ai beni immateriali utilizzati nello svolgimento delle attività rilevanti; spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti inerenti esclusivamente alle attività rilevanti; spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività rilevanti; spese connesse al mantenimento dei diritti su beni immateriali agevolati, al rinnovo degli stessi a scadenza, alla loro protezione, anche in forma associata, e quelli relativi alle attività di prevenzione della contraffazione e alla gestione dei contenziosi finalizzati a tutelare i diritti medesimi. Sei interessato a questa agevolazione? Necessiti di maggiori approfondimenti o consigli? Invia una mail a info@ingeniolc.eu, saremo lieti di accogliere ogni tua richiesta.  

Transizione 5.0

Transizione 5.0 Destinatari Possono beneficiare del contributo tutte le imprese residenti e le stabili organizzazioni con sede in Italia, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore economico, dalla dimensione e dal regime fiscale adottato per la determinazione del reddito d’impresa. Cos’è Il Piano Transizione 5.0, in complementarità con il Piano Transizione 4.0, si inserisce nell’ambito della più ampia strategia finalizzata a sostenere il processo di trasformazione digitale ed energetica delle imprese e mette a disposizione delle stesse, nel biennio 2024-2025, 12,7 miliardi di euro. In particolare, in linea con le azioni di breve e medio periodo previste dal piano REPowerEU, Transizione 5.0, con una dotazione finanziaria complessiva pari a 6,3 miliardi di euro, si pone l’obiettivo di favorire la trasformazione dei processi produttivi delle imprese, rispondendo alle sfide poste dalle transizioni gemelle, digitale ed energetica. Come funziona La Misura consiste in un’agevolazione sotto forma di credito d’imposta proporzionale alla spesa sostenuta per nuovi investimenti in strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, effettuati nel biennio 2024-2025. Il credito di imposta è riconosciuto a condizione che si realizzi una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% per la struttura produttiva o, in alternativa, di almeno il 5% del processo interessato dall’investimento. In particolare, la riduzione dei consumi energetici deve conseguire da investimenti in beni materiali e immateriali funzionali alla transizione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0” (Allegati A e B alla Legge 232/2016). Si specifica che ai fini della applicazione della misura Piano Transizione 5.0 rientrano tra i beni di cui all’allegato B alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, anche: i software, i sistemi, le piattaforme o le applicazioni per l’intelligenza degli impianti che garantiscono il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici e dell’energia autoprodotta e autoconsumata, o introducono meccanismi di efficienza energetica, attraverso la raccolta e l’elaborazione dei dati anche provenienti dalla sensoristica IoT di campo (Energy Dashboarding); i software relativi alla gestione di impresa se acquistati unitamente ai software, ai sistemi o alle piattaforme di cui alla lettera a). Nell’ambito dei progetti di innovazione sono inoltre agevolabili: i beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, a eccezione delle biomasse, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta; spese per la formazione del personale nell’ambito di competenze utili alla transizione dei processi produttivi (nel limite del 10% degli investimenti effettuati nei beni strumentali e nel limite massimo di 300 mila euro). Importo Credito d’Imposta L’ammontare del credito d’imposta varia in relazione alla quota d’investimento e alla riduzione dei consumi. Il credito d’imposta riconosciuto è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel modello F24 presentato tramite i servizi telematici offerti dall’Agenzia delle Entrate, entro la data del 31/12/2025, decorsi 5 giorni dalla regolare trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate da parte del GSE. L’eventuale credito non ancora utilizzato alla data del 31/12/2025 è riportato in avanti ed è utilizzabile in 5 quote annuali di pari importo. Procedura per l’accesso all’Agevolazione La procedura per l’accesso all’agevolazione è subordinata alla presentazione di una certificazione «Ex ante», attestante la riduzione dei consumi energetici conseguibile mediante gli investimenti progettati, ed una «Ex post», comprovante l’effettiva realizzazione degli investimenti in conformità alla certificazione ex ante. Soggetti abilitati al rilascio delle certificazioni Ai sensi dell’art 15, comma 6 del decreto i soggetti abilitati al rilascio delle certificazioni sono: gli Esperti in Gestione dell’Energia (EGE), certificati da organismo accreditato secondo la norma UNI CEI 11339;   le Energy Service Company (ESCo), certificate da organismo accreditato secondo la norma UNI CEI 11352;  gli ingegneri iscritti nelle sezioni A e B dell’albo professionale, nonché i periti industriali e i periti industriali laureati iscritti all’albo professionale nelle sezioni “meccanica ed efficienza energetica” e “impiantistica elettrica ed automazione”, con competenze e comprovata esperienza nell’ambito dell’efficienza energetica dei processi produttivi. Sei interessato a questa agevolazione? Necessiti di maggiori approfondimenti o consigli? Invia una mail a info@ingeniolc.eu, saremo lieti di accogliere ogni tua richiesta.  

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